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Numero 2 – 2026

Numero: 2

Anno: 2026

Il numero 2/2026 del periodico del Meic dedica ampio spazio all’enciclica di Leone XIV sulla persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, alla Settimana teologica dello scorso agosto e all’ottavo centenario della morte di san Francesco.

È disponibile il numero 2 del 2026 di “Coscienza”, il periodico del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, diretto da Gianni Borsa. Un fascicolo che tiene insieme due grandi assi di riflessione: da un lato l’enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV, riassunta nell’invito del Papa a restare umani; dall’altro l’ottavo centenario della morte di san Francesco, letto attraverso la triade fede, povertà e Vangelo.

Ad aprire il numero è l’editoriale del presidente nazionale Luigi D’Andrea, che celebra gli ottant’anni della Repubblica ripercorrendo il referendum del 2 giugno 1946, il lavoro dell’Assemblea costituente e il quadro di valori, personalista e liberal-democratico, delineato dai principi fondamentali della Carta. Un modello «assai ambizioso», osserva, che impegna tutte le forze vive della comunità italiana, nella sfera pubblica come in quella privata. Il Primo piano, invece, è dedicato alla Settimana teologica che il Movimento ha vissuto dal 17 al 21 agosto scorsi al Monastero di Camaldoli, sul tema “Alle frontiere dell’umano. Naturale e artificiale”, seconda tappa di un triennio dedicato alla questione antropologica. Salvatore Tropea ne restituisce la sintesi dei lavori: dalle relazioni su fragilità digitale e tenuta democratica a quelle sul fine vita, sull’etica dell’intelligenza artificiale e sulla gravidanza per altri, fino alla tavola rotonda conclusiva, sempre sul fine vita. Chiudono la prima sezione i contributi del teologo Giovanni Russo – su “Fine vita: continuità, metamorfosi o sconnessione?” – e della filosofa politica Roberta Sala, su “Eguaglianza e libertà: la minaccia dell’algoritmo”.

Cuore del numero, come già accennato, è il focus su Magnifica humanitas, l’enciclica firmata da Leone XIV a centotrentacinque anni dalla Rerum novarum. Guido Campanini ne offre una lettura d’insieme, soffermandosi sulla doppia icona biblica di Babele e della Gerusalemme ricostruita da Neemia e su alcune «perle» del testo, come il linguaggio inclusivo e l’invito alla Chiesa a vivere per prima i principi che annuncia al mondo. Calogero Caltagirone sviluppa proprio la contrapposizione tra le due città, chiedendosi quale umanità prenda forma attraverso la tecnologia. Nicola Rotundo, partendo dal discorso del Papa all’International Catholic Legislators Network del 21 agosto, mette in guardia dal rischio di delegare alle macchine la coscienza morale, una tentazione che definisce «sindrome di Pilato», mentre il neurologo Gerardo Iuliano, nel contributo Habeas corpus, sottolinea come all’intelligenza artificiale manchi l’essenziale: il corpo. Chiude la sezione Giacomo Balduzzi, che legge l’enciclica alla luce dell’approccio One Health attorno ai concetti di Casa comune, antropocentrismo situato e rischio.

La sezione Contributi allarga lo sguardo su altri temi d’attualità: Andrea Lavazza, tra i relatori della Conferenza dei presidenti del Meic svoltasi a Frascati il 26 e 27 giugno sul tema Seminatori di Speranza, riflette sul «doppio senso del limite». Se un tempo l’umanità ha cercato di superarlo perché fragile, oggi deve reimpararlo perché diventata potente. Il politologo Paolo Naso, in La post-verità vi farà liberi, analizza il nazionalismo cristiano negli Stati Uniti di Donald Trump e il suo intreccio con il sionismo cristiano, indicandolo come un fattore che sta erodendo i pilastri della democrazia liberale. Per il Giubileo francescano, invece, l’assistente ecclesiastico nazionale del Meic padre Maurizio Faggioni ripercorre la «mirabil vita» di Francesco, dall’incontro con il lebbroso al Cantico delle Creature, riconoscendo nella valorizzazione del laicato e della realtà femminile uno degli aspetti più attuali del suo messaggio. Successivamente lo storico Luigi Mascilli Migliorini, ripercorrendo l’intervento tenuto al convegno nazionale di Firenze del 6 dicembre 2025, Per un’Europa libera e forte!, rilegge il rapporto tra Europa e Mediterraneo, invitando a guardare ai giovani che abitano già l’Europa come una casa comune.

Completano il fascicolo le recensioni curate da Tino Cobianchi, dedicate ai volumi “Non dimenticarti i poveri…” di Guido Campanini (Effatà); “Dare un’anima alla politica” di Bruno Bignami (San Paolo); “Il campo dei miracoli” di Luigino Bruni (Marsilio).